SANREMO — Arriva con poche ore di sonno, il volo notturno ancora negli occhi e una sincerità quasi disarmante: Can Yaman entra nella sala stampa dell’Ariston con l’aria di chi sta ancora metabolizzando il salto da eroe televisivo a co-conduttore del Festival. Questa sera sarà al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini nella prima serata di Festival di Sanremo, con un momento speciale già annunciato: l’incontro sul palco con Kabir Bedi, il Sandokan originale, in un passaggio di testimone che sa di mito pop.
“Non ho pensato a Sanremo per non emozionarmi”
Yaman confessa di aver evitato di pensarci troppo: «Se ci pensavo mi emozionavo troppo. Ho finito di girare in Spagna, sono arrivato alle due di notte, sono stanchissimo ma felice. Mi fido di Carlo: è una novità assoluta per me, spero mi aiuti. Non so cosa farò… vediamo, spero di non combinare pasticci».
L’attore turco, 36 anni, appare insieme ironico e vulnerabile: ammette di essere spaventato (“mi spaventa tutto nella vita, ma fingo di essere rilassato”) e di nascondere bene le fragilità. Una confessione che umanizza il divo globale davanti alla platea italiana.
Il caso in Turchia: “Controllo di routine, negativo e libero in 24 ore”
Inevitabile la domanda sull’episodio recente che lo ha visto fermato in Turchia per un’indagine legata alla droga. Yaman chiarisce con decisione: «Non c’è un caso. Controlli di routine che stanno facendo a tutti. Ho risultato negativo e mi hanno liberato in meno di 24 ore. Non c’è mai stato un caso».
Una smentita netta alle ricostruzioni circolate sui media, ribadita anche con una punta di amarezza per la velocità con cui certe notizie si diffondono.
Sandokan 2 rinviato: “Vorrei girare tutto di fila, ma in Europa i tempi sono lunghi”
Sul fronte professionale, l’attore conferma che la seconda stagione della serie Sandokan è slittata: «Dovevamo girare quest’estate, ma non è chiaro. Dopo il successo vogliono migliorare a livello globale, serviranno più budget e tempo».
Yaman non nasconde la frustrazione: «Io preferirei girare tre stagioni di fila. Gli attori invecchiano, la performance cambia. Ora dovrò tornare da 100 a 85 chili: per me Sandokan è anche allenamento».
Nel frattempo è impegnato in Spagna in una serie action contemporanea e prepara per l’Italia una commedia con la Lux Vide (titolo provvisorio Bro): «Cerco sempre novità nella mia carriera».
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Single e senza filtri: “Avete candidate per me?”
La sala stampa si accende quando gli chiedono della vita privata: «Sono single. Avete candidate? Suggerimenti? Sono aperto». Un momento leggero che spezza la tensione e alimenta l’immagine di Yaman come star accessibile, consapevole del proprio impatto mediatico.
Tra Ahmet Kaya e Baglioni: la sua mappa musicale
Sul rapporto con la musica, Yaman racconta un percorso di scoperta della cultura italiana negli ultimi cinque-sei anni: «Sanremo l’ho capito vivendo qui. Oggi è il momento giusto per me».
Tra gli artisti amati cita il turco Ahmet Kaya, simbolo di repressione e riscatto, e confessa una passione per le canzoni italiane “che fanno soffrire”, in particolare Claudio Baglioni e il classico Questo piccolo grande amore. Cantare a Sanremo? «Mai. Diventerei virale in Turchia e mi arrestano di nuovo», scherza.
L’ammirazione per Laura Pausini: “Se fossi cantante, vorrei essere come lei”
Parlando della co-conduttrice della serata, Yaman si lascia andare a un elogio pieno: «Se fossi stato un cantante, avrei fatto le scelte di Laura: collaborazioni internazionali, cantare in più lingue. In un’altra vita avrei voluto essere come lei».
Stasera, all’Ariston, il pubblico vedrà se la spontaneità, a metà tra timore e ironia, si trasformerà in presenza scenica. Lui, per ora, resta fedele alla sua linea: non pensarci troppo, fidarsi, buttarsi. A volte anche gli eroi hanno bisogno di una rete. E Sanremo, si sa, è la più luminosa… e la più spietata.
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