Dignità Autonome di Prostituzione: La rivoluzione del teatro al Castel Sant'Elmo

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Dignità Autonome di Prostituzione: La rivoluzione del teatro al Castel Sant'Elmo

Foto di Nicola Garofano

Napoli, con la sua vibrante scena culturale, ha accolto nuovamente uno degli spettacoli teatrali più audaci e coinvolgenti degli ultimi anni: Dignità Autonome di Prostituzione (DAdP), uno spettacolo di Luciano Melchionna, dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna. “Dedicata a chi non può difendersi, a chi non c’è più, a chi non sa a chi chiedere aiuto” così il regista Luciano Melchionna ha introdotto la cinquantesima edizione, andata in scena al Castel Sant'Elmo, dal 29 giugno al 14 luglio 2024, che ha trasformato l'antica fortezza in una casa chiusa dell'arte, dove il pubblico è stato invitato a esplorare la profondità dell'animo umano attraverso un'esperienza teatrale unica e provocatoria, presentato da Teatro Bellini di Napoli ed Ente Teatro Cronaca in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania e Castel Sant’Elmo – Museo del Novecento.
«DAdP si ispira alle atmosfere circensi e intime dei quartieri a luci rosse di Amsterdam. In occasione del tour promozionale di 'Gas', il mio primo film, ho avuto l'idea di riprodurre scenograficamente le vetrine e le stanze in cui si consuma l’amplesso», racconta Melchionna. Da questo spunto, è nato uno spettacolo in cui più di cinquanta attori, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano il pubblico e contrattano il prezzo delle loro performance artistiche, ricreate come pillole di piacere. 

                                           
In scena, insieme a Luciano Melchionna e con i costumi di Milla, un numerosissimo cast di altissimo livello attoriale, la scelta diventa sempre più ardua: Raffaella Anzalone, Maria Avolio, Antonio Barberio (Dr. Nautilus), Carlo Caracciolo, Federica Carruba Toscano, Elisabetta Cianchini (Anya, stella cadente), Riccardo Ciccarelli (Il preso a vivere),  Vincenzo Colursi (Luk), Cinzia Cordella, Veronica D’Elia, Marika De Chiara, Giampiero de Concilio,  Valentina De Giovanni, Renato De Simone, Dario Di Pietro, Annarita Ferraro, Alessandro Freschi (Frè), Martina Galletta, Mariano Gallo (Priscilla), Luciano Giugliano, Gabriele Guerra, H.e.r. (La io suonavo), Vincenzo Leto, Antonio Prestieri (Maldestro), Claudio Marino (Klark Kent), Gianluca Merolli, Raffaele Milite, Antonella Monetti (Dolores Melodia), Francesca Morgante, Pierfrancesco Scannavino, Irene Scarpato, Simona Seraponte, Toto Traversa (Spaghetti Casanova), Gianluca Vesce, Annarita Vitolo (La tarata).
Melchionna sottolinea come il pubblico reagisca in modo profondo e personale alle storie messe in scena: «È la prima volta che mi capita che la gente in lacrime mi dica: 'Ho visto questa cosa e mi ha fatto piangere, dove posso piangere ancora?'». Questo connubio di intimità e potenza emotiva è il cuore pulsante di DAdP, che riesce a far riflettere e divertire allo stesso tempo.
DAdP non è semplicemente uno spettacolo, ma un'esperienza immersiva che sfida le convenzioni teatrali tradizionali. Gli spettatori, muniti di "dollarini" acquisiti con il biglietto d'ingresso, vengono invitati a contrattare con gli attori per assistere a performance intime, intense e spesso provocatorie. Questa dinamica di interazione rende ogni rappresentazione unica, creando un legame profondo e immediato tra artista e pubblico.

Oltre tre ore di spettacolo iniziato con un commovente percorso nella “Pietà”, attori abbracciati nel potente simbolismo michelangiolesco, che ha offerto ai passanti la visione di tanti corpi esanimi, tenuti in braccio e più volte raccolti dal terreno in un’azione continua, accompagnata dalle struggenti note del “Requiem per Pasolini”, in omaggio al Maestro Roberto De Simone.

                                           

Le storie raccontate dagli attori in DAdP sono frammenti di vita, specchi nei quali ogni spettatore può riconoscersi. Antonella Elia, una delle protagoniste storiche dello spettacolo, descrisse l'esperienza del contatto diretto con il pubblico come profondamente emozionante: «Quando entro in scena e sono tutti seduti, è come se sfiorassi le persone a cui passo accanto. Questo mi dà grande sollievo, è come se entrassi in contatto con loro. Sedendomi vicino a una persona, prendendole le mani, sento il calore, il corpo, e mi rassicura. È una sensazione che dà molto calore, e mi viene da piangere solo se ci penso».
Tra i numerosi artisti che hanno calcato le scene di DAdP, spicca anche Paola Barale, la quale trovò nello spettacolo una nuova dimensione artistica: «Da tempo cercavo di fare qualcosa di alternativo che mi piacesse tanto. Il mio amico Luca Tommassini mi disse di vedere DAdP e di conoscere Luciano Melchionna. Fu un colpo di fulmine per me. Non mi scritturò subito, ma dopo una 'gravidanza' di nove mesi, ho iniziato a far parte della compagnia La mia prima apparizione è stata a marzo 2011, una vera rinascita artistica».
Thyago Alves, invece, ricorda il suo esordio nello spettacolo come un'esperienza travolgente: «Ho debuttato con questo spettacolo nel 2008 a Milano. Era la mia prima esperienza in assoluto a teatro, un’esperienza fortissima. Il pubblico è sempre contento, anche se devono pagare tanto, la mia performance viene fatta ad una sola persona alla volta, e mi è capitato di tutto, gente che piangeva, una volta, a Milano, una persona mi saltò addosso. È una cosa intima tra due persone, arrivo a volte anche a pochi centimetri dal viso, parlo nell’orecchio, è un pezzo molto intimo, ma anche sensuale, fatto di sguardi». Alves sottolineò la straordinaria direzione di Melchionna, che riesce a tirare fuori il meglio da ogni attore, rendendo ogni performance unica e irripetibile.
Il cast di DAdP è un mosaico di talenti e sensibilità diverse, tutte unite dalla passione per il teatro e la voglia di esplorare nuove frontiere espressive. Momo, che ha interpretato "La Povera Pazza" dal 2008, parla del suo monologo con grande affetto: «Un pezzo molto leggero e bello, fatto cuore a cuore con le persone, perché i pazzi dicono le verità. Mi sono trovata benissimo, Luciano ha avuto la capacità di mettere insieme tutte persone con un’anima grande e chiara».
E non possiamo dimenticare la violinista e cantante H.E.R., che porta una nota di eccentricità e profondità allo spettacolo, vivendo intensamente ogni momento, sia sul palco sia nella vita privata, alla domanda cosa fai nel tempo libero da DAdP: «A volte rido. Qualche volta faccio sesso spicciolo. In qualche circostanza vomito allegramente in compagnia dopo una sbronza, amo comunque farlo con discrezione a casa da sola. Sovente pulisco i mobili di casa, in qualche rara giornata di autunno, sono anche incline all’innamoramento!».

                                           

Alessandro Freschi Frè, già noto al grande pubblico per il suo ruolo in Casa Surace, ha emozionato la platea con un'esibizione toccante della sua canzone "Champagne al sole", scritta e musicata dallo stesso Alessandro più di un anno fa, si distingue per la profondità del testo e la freschezza dei nuovi arrangiamenti musicali. Frè ha saputo trasmettere con autenticità il dolore e la vulnerabilità che permeano la canzone, conquistando il pubblico con una performance intensa e coinvolgente e il cui ritornello esprime il dolore fisico e emotivo con l’immagine della coppa di champagne lasciata al sole, simbolo di qualcosa di prezioso e raffinato che è stato rovinato. 

                                                      

Dignità Autonome di Prostituzione continua a stupire e affascinare il pubblico, rompendo le barriere tradizionali del teatro e creando un'esperienza immersiva che rimane impressa, una ventata di freschezza e originalità nel panorama teatrale italiano, un luogo dove l'arte si fonde con la vita, dove il pubblico è parte integrante dello spettacolo e dove ogni rappresentazione è un viaggio emozionale irripetibile.

Il testo della recensione ha dichiarazioni tratte da diverse interviste fatte negli anni al regista e ad alcuni attori per Mydreams, Teleblog.it dal giornalista Nicola Garofano.